Sardegna, si proteggono i grifoni e arrivano anche i capovaccai


I PROGETTI di ripopolamento di alcune specie sono ombrelli sotto cui finiscono per trovare riparo in tanti. A Porto Conte, in Sardegna, si puntava ad aiutare le colonie di grifoni approntando per loro dei carnai. Le fototrappole hanno ora accertato che al banchetto, oltre alle solite cornacchie, si sono autoinvitati anche due avvoltoi capovaccai, i più piccoli delle quattro specie di avvoltoi europei.

in riproduzione….

È un grande successo per il progetto Life Under Griffon Wings e la vasta rete di collaborazione tra enti locali e regionali. Non è la prima volta che un capovaccaio viene osservato in Sardegna negli ultimi anni: nel 2018 un’altra fototrappola del progetto LIFE Under Griffon Wings ne aveva immortalato uno in un carnaio aziendale di Bosa, ma la frequentazione assidua di due esemplari è eccezionale considerato che in Italia è accertata la presenza di appena 10-13 coppie tra Sicilia, Calabria e Basilicata. Sempre grazie al progetto Life Under Griffon Wings sono state individuate anche due coppie nidificanti di grifone, un evento che non si verificava da vent’anni. Il capovaccaio risulta essere la specie maggiormente minacciata tra gli uccelli nidificanti nel nostro paese ed è classificata come endangered nella lista rossa mondiale, a causa del forte declino cui sono andate incontro gran parte delle popolazioni in Europa, Africa e Asia.


Sardegna, si proteggono i grifoni e arrivano anche i capovaccai

Da fine marzo le foto trappole, collocate nel carnaio allestito di Marina di Lioneddu a Prigionette per l’alimentazione dei grifoni, registrano costantemente la presenza dei due esemplari di capovaccaio. La Lipu algherese ha poi organizzato costanti osservazioni e monitoraggi per confermare le immagini delle fototrappole. A “convincere” i capovaccai a restare sono state una serie di isure adottate per ridurre al minimo la presenza umana nelle zone frequentate dai grifoni.

“La presenza dei due capovaccai adulti e dei due nidi di grifone è un’ottima notizia – hanno spiegato i responsabili del progetto LIFE Under Griffon Wings – perché dimostra come le misure di tutela adottate per la salvaguardia degli avvoltoi abbiano favorito ricadute positive sull’intera comunità di uccelli necrofagi. La Sardegna è diventata attraente  per i due capovaccai grazie all’impegno del Parco Regionale di Porto Conte nel prevenire il disturbo dell’uomo con un’ordinanza specifica;  la promozione del nostro Codice etico della fotografia naturalistica adottato da diversi enti; la presenza di fonti alimentari certe grazie ai carnai allestiti,  gestiti dall’Agenzia Forestas, ed agli allevatori che hanno aderito alla rete di carnai aziendali, creati dall’Università di Sassari”.

La collaborazione degli allevatori e di tutta la comunità è particolarmente importante. In passato i grifoni e in genere tutti i grandi rapaci erano considerati un vero nemico da parte degli allevatori, che spesso li sterminavano con bocconi avvelenati. Il rischio di avvelenamento è stato mitigato grazie alla creazione di un nucleo cinofilo anti-veleno da parte del Corpo Forestale della Regione Sardegna con il Dipartimento di Medicina Veterinaria e il supporto della Croce Gialla di Ploaghe.

Proprio scorrendo l’elenco di quanti hanno partecipato al progetto sui grifoni (Università di Sassari, Comune di Bosa, Agenzia Forestas, Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale della Sardegna, la Junta de Andalucia e la Vulture Conservation Foundation, gli Assessorati regionali alla Difesa dell’Ambiente, alla Sanità e all’Agricoltura, l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna e il Parco naturale regionale di Porto Conte) si comprende che per la buona riuscita delle iniziative di protezione di specie a rischio di estinzione e dell’ambiente in generale è più che mai importanti stabilire delle reti di collaborazione e coinvolgere le comunità locali.

 


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