Sassuolo-Atalanta 2-6: tripletta di Ilicic e gol di Zapata, Gomez e Mancini



REGGIO EMILIA – Goleada al Mapei con un’Atalanta che… quando vede il verde accelera e passa. Finisce 6 a 2 un match bellissimo, giocato a viso aperto, molto divertente. Vince un’Atalanta che si rammarica ripensando al suo stadio di casa e a quel maledetto 0 a 0 con il Copenaghen; cade un Sassuolo surclassato nella prima parte, che però reagisce con orgoglio e temperamento nella seconda, provando a cercare la clamorosa remuntada senza fare ostruzionismo, nè falli tattici. Provare a fare braccio di ferro con questa Dea, però, vuol dire bruciarsi in fretta. Match comunque godibilissimo per tutti i 90′ e più aperto di quanto il punteggio finale non dica.

Primo tempo – La spietata legge di Duvan Zapata, eroe da film di Quentin Tarantino. Tanta “Pulp”, polpa, per l’Atalanta nel suo stadio europeo, quello che ha abbandonato troppo in fretta. Il colombiano segna ancora e in coppia con un Gomez ritrovato pienamente incanta. Ma è il gioco nerazzurro in un primo tempo-monologo, che lascia a bocca aperta. La pressione ostinata e lucida sui portatori di palla tolgono ossigeno ai palleggiatori di De Zerbi, che hanno comunque in Sensi un interprete di livello. Il recupero del possesso è quasi immediato, e allora si aziona una macchina perfetta, distanze da manuale, tutti recitano nel rispetto del copione del Grande Regista Gasperini, il rispetto delle pause e delle battute è quasi totale. Certo, chi non è abituato a fare il titolare, Pasalic per esempio, fatica a trovare il suo spazio e soprattutto a essere incisivo. Ma ci pensa l’orchestra a coprire le stecche. Un’orchestra sapiente, dove Gomez e Barrow fanno i solisti, quelli dal palleggio superior; Zapata è il percussionista, Hateboer e Castagne sono i fiati, Freuler il primo violino.

Il due a zero di fine primo tempo è quasi stretto, sebbene, di tanto in tanto, la squadra si conceda qualche pausa di troppo. Il Sassuolo ci prova perché in quelle esitation non scritte nello spartito si infila e crea con Matri due occasioni: ma la sfera una volta finisce su Berisha lemme lemme e la seconda volta sfiora il palo per eccesso di zelo del centravanti.
Alla pausa insomma la Dea – che è stata tale – ha due gol di vantaggio. Il primo, una pennellata di Gomez su punizione su cui Zapata svetta e indovina l’angolino opposto; la seconda, un duetto che si ripete, su tocco di Barrow a liberare Gomez. Un capolavoro lo scatto di Zapata di fianco e la finta di Gomez che consentono all’argentino il tiro franco dal limite, imprendibile. 

Continuare così è il messaggio intuibile di Gasperini verso i suoi; reagire senza preoccupazioni, visto che la classifica lo permette è probabilmente quello che dice il suo collega nello spogliatoio di casa. Tanbt’è che i primi minuti della ripresa ricalcano ciò che è visto nel primo tempo, e dopo appena due giri di lancetta, Barrow ottiene un pallone di ritorno di Gomez e si presenta davanti a Consigli, costretto a respingere coi piedi la bordata del giovane centravanti ospite. Sembra di rivedere la prima parte del film, invece una fiammata riaccende il cuore emiliano. Duncan rompe l’assedio con un secco tiro dopo difesa ostinata del possesso di Locatelli, dal limite dell’area.

Il successo neroverde è il pugno inatteso che fa traballare l’Atalanta. E Rogerio allora prova a tramortirla del tutto, con un tiro da posizione ravvicinata, poco dopo, che Berisha mette in angolo con ottimo riflesso. Altri due minuti e ancora su palla inattiva, un duetto tra difensori, Palomino sponda e Mancini tap in, consente all’AStalanta di riallungare: 3 a 1.
De Zerbi non è contento, sta per cambiare Matri e Matri allora lo mette in difficoltà: due cambi di direzione in area di rigore fanno deragliare il Palomino Express, non Berisha che respinge. Berardi prova a segnare sulla corta respinta, ma arrivando in corsa  alza la mira. Entra Boateng ed è il miglior monumento neroverde. Culmina nel raddoppio. Duncan duetta ancora con Locatelli al limite dell’area e calcia forte, una deviazione di Palomino mette fuori causa Berisha: 2 a 3. Tre minuti e il Sassuolo va vicinissimo al pareggio con una girata bassa di Di Francesco che passa sotto le gambe di un difensore e trova pronto Berisha a una parata che vale come un gol segnato. Punta delle dita e palla tolta dall’angolino basso.
Gasperini capisce che deve chiuderla. E fa entrare il suo Terminator. Esce Barrow, dentro Josip Ilici, lo specialista, si direbbe. Se il calcio fosse un western all’italiana, potremmo dire il titolo che ne segue: “E’ arrivato Josip, gringo hai chiuso”.

Film da Oscar per chi dai monti orobici è sceso a festeggiare il fine anno con la squadra del cuore. Non servono i mortaretti o i fuochi d’artificio, ci pensa lo sloveno a dar vita a un anticipo della notte di San Silvestro. Fa le prove generali liberando Gomez al limite per un tiro che fa tremare la traversa, dopo che Zapata di testa ha messo fuori da due passi un assist al bacio dello stesso Papu. Al 28′ però cominqie lo show personale dello sloveno. Riceve da Freuler sul filo del fuorigioco, e in diagonale batte Consigli. 2 a 4. Il var conferma la bontà dell’azione, Pasqua sbaglia in realtà solo nell’ingiusta ammonizione comminata per simulazione a Duvan Zapata, poco dopo. Col sassuolo sbilanciato avanti, l’Atalanta dilaga nel finale.
Il duetto tra Gomez e Ilicic, nello stretto al minuto 86 è da stropicciarsi gli occhi. per la bellezza della semplicità: scambio stretto e tiro imparabile. Ma Ilicic ha deciso di portare a casa il pallone, dirà ai bimbi che è stato il regalo di un Babbo Natale ritardatario. Due passaggi per una corsa in solitario, minuto 92, saltando Duncan e infilando Consigli.
Le statistiche dicono che con 39 gol, la Dea la palma della squadra più prolifica della serie A nel girone di andata.

Sassuolo-Atalanta 2-6 (0-2)
Sassuolo (4-3-3): Consigli, Lirola, Marlon (25′ pt Peluso), Magnani, Rogerio, Duncan, Sensi, Locatelli (27′ st Bourabia), Berardi, Matri (11′ st Boateng), Di Francesco. (28 Satalino, 79 Pegolo, 4 Magnanelli, 9 Djuricic, 29 Trotta, 30 Babacar, 39 Dell’Orco, 99 Brignola). All.: De Zerbi.
Atalanta (3-4-1-2): Berisha, Toloi, Palomino, Mancini (36′ st Djimsiti), Hateboer, Freuler, Pasalic, Castagne, Gomez (45′ st Pessina), Barrow (18′ st Ilicic), Zapata. (31 Rossi, 95 Gollini, 4 Valzania, 5 Masiello, 7 Reca, 8 Gosens, 20 Tumminello 44 Kulusevski, 78 Del Prato). All.: Gasperini.
Arbitro: Pasqua di Tivoli.
Reti: nel pt 19′ Zapata, 42′ Gomez; nel st 6′ Duncan, 9′ Mancini, 13′ Duncan, 30′, 42′ e 47′ Ilicic.
Angoli: 8-1 per l’Atalanta.
Ammoniti: Castagne, Sensi per gioco scorretto.
Recupero: 1′ e 3′
Spettatori: ottomila circa.


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