Saturno perde i suoi anelli. La Nasa: “Spariranno in 100 milioni di anni”



SATURNO sta perdendo i suoi anelli, presto (molto presto in termini astronomici) potrebbe tornare a essere un pianeta ‘banale’, una sfera gassosa come tutti gli altri suoi simili. La caratteristica che lo rende peculiare, ben riconoscibile e ‘il più bello’ tra tutti gli altri del Sistema solare, è infatti un ornamento temporaneo. Le particelle che lo circondano, formando quel vasto circuito di polveri attorno al suo equatore, stanno piovendo sull’atmosfera a un ritmo molto più intenso di quanto si pensasse. Tra 100 milioni di anni, il “Signore degli anelli” potrebbe quindi essere ‘nudo’ agli occhi dei nostri, ipotetici, discendenti.

•Piovono anelli
Le teorie sulla formazione degli anelli di Saturno si dividono in due ipotesi: che siano nati assieme al pianeta, dal materiale ‘di scarto’, oppure che si siano aggregati in un secondo momento, probabilmente dalla distruzione di una sua luna. Lo scenario più probabile sembra essere il secondo, e le ultime osservazioni fatte dalla sonda della Nasa, Cassini, ne sarebbero la conferma.

Una pioggia torrenziale precipita sulle alte nubi. Un fenomeno osservato dalle sonde Voyager 1 e 2, che passarono da queste parti quasi 40 anni fa. Particelle di ghiaccio, in particolare, vengono attirate dalla gravità del pianeta dopo essere state caricate elettricamente dal bombardamento della radiazione solare e dal plasma. E si tuffano nella densa atmosfera seguendo le linee del campo magnetico. Il risultato è una densa precipitazione a spirale che arriva a latitudini medio alte: “Stimiamo che questa pioggia di anelli scarichi una quantità di acqua che potrebbe riempire una piscina olimpionica ogni mezz’ora – spiega James O’Donoghue del Nasa Goddard space flight center, primo autore dello studio pubblicato su Icarus – a questo ritmo l’intero sistema degli anelli scomparirebbe in 300 milioni di anni”.

Ma Cassini, durante gli ultimi passaggi ravvicinati, nello spazio che separa il pianeta dai suoi anelli, ha fatto nuove scoperte. E cioè che piove materiale anche direttamente sull’equatore. I calcoli sono impietosi: agli anelli di Saturno non rimane molto più di 100 milioni di anni. Iniziando da quelli più interni.

Lo speciale  Cassini, 20 anni di scoperte. Il gran finale

Gli anelli sono un sottilissimo strato di detriti, di varie dimensioni, da particelle microscopiche a massi larghi qualche metro, formati principalmente da acqua. Sono tenuti in orbita da un equilibrio piuttosto stabile tra la loro velocità e l’immensa gravità del pianeta. A volte, il passaggio di un piccolo satellite o l’attrazione gravitazionale di una luna maggiore come Encelado, rompe questo equilibrio, la loro regolarità viene intaccata, come graffi sui solchi di un vinile.

•Un ornamento temporaneo
Quella di un Saturno con gli anelli è un’immagine che teniamo cara, diventata anche l’archetipo di pianeta, nei disegni e nelle rappresentazioni, insomma nell’immaginario collettivo. Ma è un’eccezione nella lunga storia del pianeta. I calcoli ci dicono infatti che la loro vita è relativamente breve. Si sarebbero formati 100 milioni di anni fa e, ora lo sappiamo, altri 100 gliene resta da vivere. Per fare un paragone, Saturno ha un’età di quattro miliardi di anni e forse ne vivrà altrettanti.

Quindi siamo in qualche modo fortunati ad aver assistito a questo spettacolo, nati nel momento giusto per ammirarlo con i telescopi prima e poi grazie alle sonde, che dalle Voyager a Cassini, ne hanno immortalato la monumentale bellezza.


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