Scala, primo ok a creazione conservatorio in Arabia – Cultura & Spettacoli


 (ANSA) – MILANO – Alla Scala arrivano i soldi arabi.  Dopo le polemiche per il possibile ingresso saudita nel cda del teatro (con tanto di minacce di licenziamento al sovrintendente Alexander Pereira) e la restituzione di 3,1 milioni di euro già versati dal principe Badr bin Abd Allah, il consiglio di amministrazione dell’Accademia ha approvato “all’unanimità” il progetto per creare un conservatorio rivolto a bambine e bambini a Riad.

 Il comunicato che annuncia l’ok non quantifica il finanziamento, ma in un’intervista Pereira aveva parlato di sette milioni di euro. Sette milioni per un progetto triennale che inizierà il prossimo settembre con l’individuazione e la formazione del personale per poi partire con i corsi. Si comincerà con quelli di coro di voci bianche, di propedeutica alla danza per bambine e bambini dai 6 ai 10 anni e di un nucleo di scuola musicale per strumenti oltre a un workshop su marketing e comunicazione digitale.

Seicento gli allievi previsti in questa prima fase triennale, quando gli insegnanti dell’Accademia supervisioneranno il lavoro dei docenti locali assistendoli per quanto riguarda il metodo didattico. Soprattutto il primo anno è prevista una presenza forte del personale italiano.

Non si tratta della prima collaborazione di questo tipo che fa l’Accademia, che infatti ha un Dipartimento di cooperazione culturale che ha già portato avanti progetti in Romania, Colombia, Brasile, Serbia, Kazakistan, Cile e Uruguay. Ma certo questo, nato sotto l’egida del ministero della Cultura saudita, guidato da Badr bin Abd Allah, è altamente remunerativo.

D’altronde il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente della Scala, quando aveva incontrato i giornalisti dopo la riunione del cda del teatro lo scorso 18 marzo per annunciare la restituzione dei fondi agli arabi e quindi il no al loro ingresso fra i soci, aveva lasciato la porta aperta a future collaborazioni demandando la decisione sul conservatorio al cda dell’Accademia che il 26 marzo ha appunto dato il via libera.

A dir poco freddo il presidente della Lombardia Attilio Fontana. “È difficile dare un giudizio positivo a priori” ha commentato convinto che il cda dell’Accademia debba “dare qualche spiegazione al cda della Scala” anche se ammette che “esportare le nostre eccellenze sia un valore aggiunto”.

Immediata la replica di Sala, che ha ricordato come la Regione abbia un consigliere nel board dell’Accademia, che quindi poteva votare contro il progetto. “Secondo me è una cosa buona – ha invece commentato il ministro dei Beni culturali Alberto Bonisoli -, perché rientra in una collaborazione culturale a mio avviso ancora più utile nel momento in cui andiamo a lavorare con un Paese che ha bisogno di essere aiutato ad aprirsi”.(ANSA).
   




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