Scoperto più grande retablo in Sardegna – Arte


(ANSA) – CASTELSARDO (SASSARI), 21 AGO – “Ripercorrendo le
diverse fasi della costruzione della cattedrale di Castelsardo
abbiamo ricostruito quello che probabilmente è il più grande
retablo in Sardegna”. L’ha annunciato questa mattina don
Francesco Tamponi, direttore dell’ufficio Beni culturali e
Commissione per l’Arte sacra della Diocesi di Tempio-Ampurias. I
temi dell’opera, attribuita all’ignoto Maestro di Castelsardo,
saranno svelati venerdì 23 agosto alle 21 nella cattedrale di
Sant’Antonio Abate. Sarà quella l’occasione per presentare anche
l’inedita opera letteraria “Il retablo perduto”, curata dallo
stesso sacerdote per i tipi di Susil Edizioni di Carbonia.
   
Il volume è frutto del lavoro di digitalizzazione di Paolo
Addis, di impaginazione di Fabio Ardau, con il contributo
fotografico di Tore Denau. Sono tutti professionisti che
lavorano per il sistema museale della diocesi tempiese, il cui
direttore è Angelo Casula. Nell’opera don Francesco Tamponi
svela i dettagli delle ricerche condotte con gli esperti e
accademici Francesco Delogu e Piercarlo Ricci, ma riferisce
anche delle tecniche e delle tecnologie utilizzate per
assemblare i pezzi del puzzle grazie al quale è stata
ricostruita un’opera di cui ormai non restano che pochi
frammenti, ma che originariamente misurava sette metri di
altezza per cinque di larghezza.
   
Ospitata nella Pinacoteca di Sassari diretta da Giannina
Granara, la conferenza stampa di don Francesco Tamponi non ha
svelato i numerosi dettagli che saranno scoperti solo venerdì,
quando la ricostruzione dell’opera sarà svelata nella sua
interezza. Ma le parole del responsabile dei Beni culturali e
artistici della diocesi di Tempio-Ampurias segnano una tappa
importantissima per l’arte sacra in Sardegna. “In molti hanno
studiato il Maestro di Castelsardo, che possiamo a questo punto
considerare la più grande espressione del Rinascimento sardo, ma
nessuno l’aveva mai fatto a casa sua, a Castelsardo”, spiega
Tamponi. Partendo da questa intuizione, i ricercatori hanno
studiato tutte le tappe attraverso cui l’imponente cattedrale di
Sant’Antonio ha assunto le sembianze e le dimensioni attuali

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