Sette anni senza Marco Simoncelli. Il padre: “Messaggi d’affetto da tutto il mondo”



ROMA – “Sono impressionato dal numero di messaggi che mi stanno arrivando da tutto il mondo. Si ricordano di Marco, e mi mandano un abbraccio. Forse dovrei dire: ‘Sono contento’. Ma proprio non ce la faccio. Però grazie, mi fa piacere essere circondato da tante testimonianze di affetto: vi voglio bene”. Oggi sono 7 anni che il Sic non c’è più. Era il 23 ottobre del 2011 in Malesia, circuito di Sepang.

Su quella stessa pista il campione romagnolo aveva vinto il mondiale, 10 stagioni fa. “E infatti l’altra settimana è stata un’altra valanga di telefonate e di messaggi. Perché è una cosa incredibile: ma più passa il tempo, più la gente si ricorda di lui”, racconta Paolo Simoncelli, il papà. Che fino a domenica scorsa era in Giappone per un’altra tappa del motomondiale: Paolo gestisce un bel team, Sic58, nato nel nome di Marco. “A Motegi non hanno fatto altro che chiedermi dei selfie, e stringermi forte. Ma succede in tutti i circuiti del mondo. E sapeste quanta gente scoppia a piangere. Ancora non capisco cosa avesse Marco di tanto speciale. Perché di piloti purtroppo ne sono scomparsi tanti, ma solo con lui succede così. Dicono: il sorriso, la simpatia. Aveva dentro qualcosa di straordinario. La gente lo sa, non dimentica”.

Paolo Simoncelli è già arrivato a Phillip Island, perché domenica si corre di nuovo. Come tutti gli anni lo accompagna nel viaggio la figlia Martina, però questa volta Rossella – la moglie – non c’è. Ha preferito restare a casa. In Australia il sole sta tramontando. “Come ho passato questa giornata? Andando in giro con Martina a visitare i posti che piacevano di più a Marco: Pyramid Rock, Nobbies, Churchill Island. Questo è un posto meraviglioso, quasi trascendente con questa bellezza naturale e il silenzio che ti circonda. E infatti mi è sembrato di sentirlo più vicino del solito”. E’ dura, confessa.

“Oggi di più. Per fortuna c’è Martina accanto a me”. Tra un paio di giorni Paolo Simoncelli sarà in pista coi suoi ragazzi. “Purtroppo Niccolò Antonelli a Motegi si è rotto una vertebra ed è tornato in Italia. Lo sostituisco con Yari Montella, un giovane in gamba che viene dal campionato spagnolo. E poi c’è Tatsuki Suzuki. Come squadra stiamo lavorando molto bene: perfetti fino ad un attimo prima del via, poi succede quasi che sempre che qualcosa va storto. Pazienza, è una stagione così. Ci rifaremo”.

 Lo scorso anno, il fotografo Tino Martino ha piantato una piccola palma all’altezza della curva 11 di Sepang. Dove è successo. “Tra una decina di giorni saremo lì. Sono sicuro che la pianta sarà cresciuta tanto. Forte e allegra, come era Marco”.
 


Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un’altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.

Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/sport/rss2.0.xml

Leave a Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi