Shriver, racconto finanza impazzita – Libri


    (ANSA) – ROMA, 20 DIC – LIONEL SHRIVER, I MANDIBLE. UNA FAMIGLIA, 2029-2047′ (66THAND2ND, PP 486, EURO 20). Siamo nel 2029 e gli Stati Uniti sono in ginocchio. Il dollaro è diventato carta straccia e tutti lottano per sopravvivere, anche la facoltosa famiglia Mandible. E’ la distopia finanziaria che la scrittrice americana Lionel Shiver prospetta nel suo nuovo romanzo ‘I Mandible’, pubblicato dalla casa editrice 66thand2nd nella traduzione di Emilia Benghi.

“Non so se accadrà però è possibile che si presenti uno scenario così. E’ una delle conseguenze dei problemi del nostro presente. Sono interessata profondamente ai problemi veri e non ho inventato nulla, ho portato alle estreme conseguenze delle questioni che già esistono. Nel 2015 il mondo intero era indebitato di 158 triliardi di dollari e penso che questi soldi non verranno mai veramente pagati. Nel 2018 questi numeri si sono ingranditi ancora di più” dice all’ANSA la scrittrice, originaria del North Carolina, che vive la maggior parte dell’anno a Londra ed è sempre stata favorevole alla Brexit. “Ero a favore della Brexit, ho supportato l’uscita dall’Europa. Penso che il Regno Unito possa fare meglio, dal punto di vista economico, se fuori dalla Ue. Però non penso che i poteri forti, sia in Europa che nel Regno Unito, lasceranno che questo accada. Non lasceranno che l’Inghilterra esca dall’Europa realmente” sottolinea la Shriver. “In generale tutto il quadro della società inglese degli ultimi due anni è molto deprimente. Uno può pensarla in qualsiasi modo, ma il fatto che ci sia stato un referendum, che sia stata votata la Brexit e non venga permesso poi di uscire dall’Europa è un fallimento della democrazia” afferma la scrittrice che recentemente è stata in Italia ospite della fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi.

    In fondo i Mandible, che vedono polverizzarsi in una notte una fortuna economica accumulata da generazioni, a causa del crollo dei mercati, è un libro che “parla anche dell’Italia dove la situazione del debito è sempre più drammatica. E il vostro nuovo governo dice di voler aumentare il tasso di deficit. Tutto questo crea tensione con la Ue. Questo tipo di dinamiche economiche sono la base del mio romanzo ma io ho provato a farne una materia che diventasse divertente da leggere anche se mi rendo conto che a parlarne così non sembrano cose su cui riderci sopra” racconta Lionel Shriver che in realtà si chiama Margaret Ann Shriver. Ma ha cambiato nome a quindici anni per tenersi alla larga dallo stereotipo della “ragazza con il nastro rosa tra i capelli che sposa il fidanzatino di scuola e diventa una casalinga con i pomelli rossi come due mele”.

    Vincitrice dell’Orange Prize for Fiction con ‘Dobbiamo parlare di Kevin’, diventato un film di successo con Tilda Swinton, e finalista al National Book Award nel 2010 con ‘Tutta un’altra vita’, pubblicato in Italia da Piemme, la Shiver non si è ispirata ad alcuno modello o a film e libri per creare i personaggi della famiglia Mandible, dal trisavolo Elliot all’oculato bisnonno Douglas, agente letterario newyorchese, a sua nipote Florence. “Ho deciso di raccontare la storia attraverso il punto di vista di una famiglia perché questioni come il debito pubblico, la finanza impazzita e l’idea che la moneta nazionale possa perdere completamente valore portando con se i risparmi delle persone è un problema che riguarda la gente comune, quindi le famiglie. Era fondamentale raccontare questa storia dal punto di vista delle persone ordinarie” dice l’autrice che “odia avere ragione” ma “quello che sta succedendo – aggiunge – è esattamente quello che avevo previsto sarebbe accaduto nel mio romanzo”.

    Opzionato per una serie tv che “sarebbe la trasposizione ideale”, ‘I Mandible’ potrebbe arrivare sul piccolo schermo. Però, “visto che la tv contemporanea è molto competitiva, anche avendo venduto i diritti questo non vuol dire che la serie verrà veramente fatta. Finché non la vedo in tv non ci credo” afferma.

    E per il futuro la Shriver crede “che il problema principale sarà la crescita demografica. E’ qualcosa che mi ossessiona veramente. La crescita demografica è strettamente connessa con la migrazione perché nel 2050 la popolazione africana arriverà a 2 miliardi e mezzo e sarà di 4 miliardi nel 2100. Dove potranno riversarsi?” si chiede la Shriver.
   




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