Sostenibilità, 5 regole per passare dal dire al fare. E aiutare l’ambiente


“VOGLIO fare qualcosa per salvare il Pianeta”, più facile a dirsi che a farsi. Avere un comportamento più sostenibile, vicino all’ambiente, capace di ridurre i consumi e contribuire alla battaglia contro il cambiamento climatico è oggi uno degli impegni più ricercati – anche in termini di prodotti – da parte dei consumatori. Un recente sondaggio della società Nielsen ribadisce ad esempio come la “sostenibilità” sia ormai una tendenza, un atteggiamento che le persone pretendono sia negli acquisti sia nel comportamento delle altre persone, a partire dal vicino di casa. Ma come si può essere realmente “sostenibili” e come si può trasmettere questo desiderio ad altri perché più persone possibile adottino abitidini più attente alla salute del Pianeta? Se lo è chiesto il sito The Conversation che ha analizzato 320 articoli accademici che parlano dei comportamenti sociali dei consumatori. Dall’analisi di questi studi ha sintetizzato 5 percorsi, individuali e condivisi, per tradurre la sostenibilità in azioni concrete.

1. L’esempio

Mostrare ad altri cosa si può fare per aiutare l’ambiente è un ottimo modo per essere sostenibili, sostiene The Conversation. In quanto “animali sociali” siamo abituati a seguire le azioni di altri soprattutto su questioni etiche e quando osserviamo un comportamento che riteniamo “giusto” siamo più portati a seguirlo. Ecco perché servono degli “ambasciatori”. Un esempio riguarda il solare: è stato dimostrato che laddove un sostenitore dei pannelli solari decide di installarli ben visibili nella propria casa è in grado di “reclutare” o convincere il 63% dei residenti e dei vicini ad acquistare e installare altri pannelli. E’ una forma di ‘influenza sociale’ riscontrata anche in altri contesti, come ad esempio un campus universitario: se gli studenti si impegnano nel realizzare una compostiera e a riciclare correttamente, altri studenti seguiranno automaticamente il loro esempio. 

2. Le abitudini

Sempre dall’analisi di studi accademici si evince come per “costruire una nuova abitudine sostenibile bisogna prima rompere le cattive abitudini”. Una regola che – osservano gli studi – è più facile da attuarsi quando si affronta un grande cambiamento nella vita: ad esempio, le persone che si trasferiscono o iniziano un nuovo lavoro hanno maggiore tendenza a ridurre l’uso dell’auto ed evitare di inquinare. Ma non sempre è facile cambiare rotta: ecco perché gli studi comportamentali suggeriscono come strategia quella di applicare sanzioni anziché premiare comportamenti positivi. Quando la nuova abitudine avrà preso piede, si potrà allora rinunciare alla sanzione. Per creare “abitudini sostenibili” è inoltre necessario avere sempre un ritorno informativo su ciò che si sta facendo: quando ad esempio si ha coscienza costante e in tempo reale dell’energia che si consuma nella propria casa, il consumo diminuisce tra il 5 e il 15%.

3. La coerenza

In tema di sostenibilità gli articoli universitari analizzati da The Conversation raccontano come la “coerenza” sia un concetto imprescindibile. Le persone sono più stimolate ad azioni sostenibili se ci sono benefici personali per esempio in termini di salute, oppure se sanno che le loro azioni contano per l’ambiente, ma per avere successo parole e azioni di sostenibilità devono soprattutto essere coerenti. In uno studio è stato analizzato ad esempio il caso di un hotel che con uno sforzo per aiutare l’ambiente è diventato plastic free, ha iniziato ad offrire articoli da bagno compostabili e ha chiesto agli ospiti di risparmiare energia nelle stanze. Ha funzionato: i clienti hanno ridotto i consumi del 12%. Se però un appello o una campagna per la sostenibilità non appaiono coerenti, l’effetto è inverso: spesso aumentano sprechi e consumi.

4. La trasparenza

Gli studi sui comportamenti sociali ci ricordano che quando si parla di sostenibilità vanno considerati sia cuore che testa. Sentimenti positivi, orgoglio e divertimento possono influenzare le persone a vivere positivamente le loro azioni sostenibili per l’ambiente mentre il contrario, ad esempio stimolare il senso di colpa per ciò che non si sta facendo, raramente risulta efficace. Ciò che più conta – sostengono le ricerche – è informare correttamente e farlo in modo tale che i consumatori si preoccupino di un problema. Un esempio? “Le etichette energetiche delle lampadine che evidenziano i Watt utilizzati hanno uno scarso effetto sui consumatori. Al contrario, quelle che mostrano i possibili risparmi in 10 anni hanno quadruplicato gli acquisti energeticamente efficienti”.

5. L’esempio

Un metodo efficace per stimolare la sostenibilità ambientale è quello di usare esempi tangibili, sia a livello locale che globale, dell’effetto delle proprie azioni. Ad esempio parlare di come la natura, gli animali e le piante subiscono gli impatti del cambiamento climatico. Anche l’uso dell’immagine è importante: una fotografia di un ghiacciaio che si è ritirato a causa del riscaldamento globale è decisamente più funzionale, nello stimolare azioni sostenibili, di un grafico globale sullo scioglimento dei ghiacciai. Per trasformare le intenzioni in azioni, infine, è necessario “proiettare i consumatori nel futuro”. Uno degli studi racconta per esempio che le persone a cui è stato chiesto di considerare la propria eredità per i posteri con la domanda “come sarò ricordato?” hanno effettuato il 45% di donazioni sopra la media ad enti benefici che operano per arginare il cambiamento climatico.


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Carlo Verdelli
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