Speciali ma diversi, la prima volta di Sarri contro Mourinho


ROMA – Sarriball contro lo Special One. O forse l’ex Special One per parecchie voci in Inghilterra e non solo. Chelsea-Manchester United, domani (ore 13,30) è il primo incrocio tra i due tecnici, capolisti di due scuole di pensiero agli antipodi. Per ora, si sono appena sfiorati. Lo scorso anno durante la visita a San Siro, il portoghese esaltò il Napoli in lotta per il titolo con la Juventus, una sorpresa come il Leicester. In agosto Sarri, durante la presentazione con i Blues, ha chiesto di essere chiamato semplicemente Maurizio, altro che Special One. Mentre Mou ha sottolineato la forza dell’organico del Chelsea, pronto per vincere la Premier League, a differenza dello United. Gli accade spesso di dedicare attenzioni al tecnico di turno del Chelsea, che considera da sempre casa sua, per i trofei vinti e il rapporto con i tifosi dei Blues, mai in bilico, neppure dopo l’esonero di fine 2015. Da Sarri è diviso dalla visione del pallone, forse meno dalla gestione dei campioni, quasi sempre dalla sua parte. Lo mostra Ibra, che lo difende dalla California. Ma sarà proprio Sarri, Stamford Bridge, a decidere del suo futuro, a sette punti dalle prime, con l’esonero che è ancora opzione valida negli uffici dei Red Devils, dopo la pazza rimonta con il Newcastle prima della sosta.


Speciali ma diversi, la prima volta di Sarri contro Mourinho

Josè Mourinho

2010: TRIPLETE MOU, SARRI IN C, POI.. –  Certo, fa riflettere il calcio che riscrive le dinamiche e quindi le carriere dei suoi attori. Sarriball otto anni fa era al Grosseto, in B. Dieci partite, tra marzo e giugno, 1,2 media punti a gara, poi i saluti, il presidente dei toscani, Camilli, convinto mangiallenatori, non gli rinnovò il contratto. Tappa successiva, ad Alessandria, in Prima Divisione. Negli stessi frammenti di calcio, lo Special One era in vetta al mondo, Triplete sulla panca dell’Inter, il trionfo sul Bayern Monaco in finale di Champions League a Madrid, lo stratega di Eto’o terzino, Pandev a mille come mai in carriera, Milito in contatto diretto con gli dei del pallone, Sneijder al top, mai più ammirato a quel livello. Era il migliore, Mou. In pochi minuti, le foto con la Coppa e poi nel parcheggio del Bernabeu lasciava piangendo l’interismo per abbracciare il Real, per sfidare (con tante batoste ma con una Liga vinta a quota 100 punti) il Barcellona di Pep, ovvero il depositario del punto più alto dell’era del tiki taka. Poi, la storia si è messa in cammino, Mou è tornato al Chelsea, vincendo una Premier League e una Coppa di Lega, poi l’Europa League con lo United, due stagioni fa. Ma, nonostante investimenti da oltre 200 milioni di euro sul mercato, stenta a riproporre la grandezza dei diavoli rossi. Mentre Sarri ha fatto girare più teste con l’Empoli prima di costruire il gioiello Napoli, calcio da paradiso, senza scudetti (tutti finiti alla Juventus), l’ultimo in bilico sino a qualche gara dal termine e svanito in poche ore sulla tratta Milano-Firenze, tra Inter-Juventus e Fiorentina-Napoli.
 
ECCO SARRIBALL E LA CRISI DELLO SPECIAL ONE – E ora in Inghilterra le copertine – per ora – sono per Sarriball, per il calcio di palleggi e triangoli del Chelsea, ancora imbattuto tra campionato ed Europa League (otto successi e due pari), che si gioca il titolo con Liverpool e il Manchester City. Con Guardiola che spiega alla stampa della fortuna dei tecnici di Premier che impareranno ogni settimana qualcosa dal tecnico toscano. E con Hazard – che l’ex allenatore del Napoli ha portato subito dalla sua parte, come con Higuain in azzurro – cui piacerebbe Sarri sulla panca della nazionale belga. E invece i tempi sono assai più complessi per Mou, ingarbugliato nella crisi dei Red Devils, ancora non pronti per giocarsi il vertice, forse senza assi in grado di trascinare compagni e pubblico. Oggi un opinionista del Times ha individuato in Pochettino il tecnico ideale per il Manchester United, capace di creare un gioco, una squadra senza campioni da decine di milioni di euro, come avvenuto al Tottenham. Insomma, è paradossale, il portoghese conosce una delle fasi più complesse della sua carriera mentre il tiki taka arretra dopo un decennio, sconfitto dal tris consecutivo in Champions League del Real Madrid del palleggio e calcio in verticale per Cristiano Ronaldo e soprattutto dai Mondiali russi, vinti dalla Francia con difesa bloccata e spazio per le ripartenze (ma anche la Spagna che perde in casa con l’Inghilterra in Nations League), capisaldi del pensiero secondo Mou. Che si è visto sfilare il proscenio non solo da Guardiola ma anche da Klopp e dallo stesso Sarri. Ma che potrebbe riprendersi, se vincesse a Stamford Bridge, con distacco ridotto a quattro punti.

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Mario Calabresi
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