Stoviglie bio a diecimila metri: il futuro dei voli è plastic-free



LA PROSSIMA volta che salite su un aereo provate a fare un esperimento. Contate, soprattutto su un volo internazionale, quanti bicchieri di plastica consumate, quante posate o vaschette per il cibo gettate e il numero di singole confezioni che aprite. Adesso immaginate che quella plastica il più delle volte non verrà mai riciclata: finirà in una discarica o un inceneritore.

Lassù, a 10.000 metri d’altezza, ogni giorno va infatti in scena il festival degli sprechi. La Iata, associazione internazionale del trasporto aereo, ha calcolato che nel solo 2017 sono state prodotte negli aerei quasi 6 milioni di tonnellate di rifiuti: con il numero di passeggeri in costante aumento, entro il 2030 si stimano oltre 10 milioni di tonnellate di scarti. Solo il 20% di questi è fatto di materiale riciclabile e, il più delle volte, non sarà mai recuperato: mancano controlli, politiche di riciclo condivise e le norme sanitarie internazionali che classificano molti rifiuti prodotti in volo come di “categoria 1” (ad alto rischio e con l’obbligo di distruggerli) non aiutano ad implementare la differenziata.

In una Terra sempre più soffocata dalla plastica, in un’Europa dove dal 2021 saranno vietati gli usa e getta, anche nei cieli il nodo dei rifiuti non è più ignorabile. La rotta del cambiamento, per prima, l’ha percorsa la compagnia portoghese Hi Fly: il 26 dicembre è decollato da Lisbona e diretto in Brasile il primo volo plastic-free. Tutti i monouso in plastica presenti in cabina sono stati sostituiti: posate di legno, bicchieri e piatti di cartone, contenitori bio. Così facendo in sedici tratte hanno risparmiato 1500 kg di plastica.

“È un primo passo, ma servono leggi internazionali e nazionali per omologare le compagnie e fornire direttive che obblighino a differenziare e recuperare i materiali” spiega Fabio Bollo, un’assistente di volo Alitalia che fa parte di un gruppo impegnato a migliorare la sostenibilità sugli aerei. Ad oggi nel mondo diverse compagnie, dall’australiana Qantas passando per Sas, Virgin e British, hanno annunciato la graduale sostituzione di alcuni prodotti usa e getta. Air New Zeland ha già tolto le cannucce, così come Delta, mentre Ryanair e Easyjet promettono in pochi anni di cancellare gli usa e getta. E in Italia? “Da noi” continuano i due assistenti Alitalia – anche se con molte difficoltà strutturali stiamo cercando di fare qualcosa. Purtroppo molti dei rifiuti ancora oggi non vengono differenziati e anche quando lo si fa non siamo certi che una volta giù dall’aereo si riciclino”.

Bollo spiega di aver proposto in passato alla azienda di sostituire i bicchieri di plastica con quelli in cartone, ma al tempo “era troppo dispendioso”. Ora però c’è un nuovo dialogo nel nome dell’ambiente e fa ben sperare. Gli stessi vertici Alitalia confermano a Repubblica che “per ridurre l’impatto ambientale abbiamo lanciato il progetto Fly Green: un training in aula per gli assistenti di volo sui temi della sostenibilità ambientale. Vogliamo ottimizzare la gestione dei materiali a bordo e ridurre il più possibile, diminuendo la produzione di rifiuti e evitando gli sprechi con nuove procedure ecosostenibili. Anche dettate dai suggerimenti di chi lavora a bordo”.


La Repubblica si fonda sui lettori come te, che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il sito o si abbonano a Rep:. È con il vostro contributo che ogni giorno facciamo sentire più forte la voce del giornalismo e la voce di Repubblica.

Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo!
Abbonati a Repubblica


http://www.repubblica.it/rss/ambiente/rss2.0.xml

Leave a Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi