Stromboli, nella sua storia recente solo due eruzioni a quote molto basse


ROMA – Nella storia recente solo due distinte sequenze eruttive si sono verificate a quote molto basse sui versanti di Stromboli, a quote inferiori di 150 metri sul livello del mare: una nel sedicesimo secolo e l’altra in occasione del ‘parossismo’ del 1930. E’ quanto sottolinea un approfondimento dettagliato pubblicato online nel 2011 dagli studiosi dell’Ingv Antonella Bertagnini, Alessio Di Roberto e Massimo Pompilio e intitolato “Attività parossistica a Stromboli: lezioni dal passato”.

“L’integrazione di nuovi reperti tefrostratigrafici dettagliati con i dati disponibili, compresi i resoconti storici e le osservazioni del giorno corrente, ci ha portato alle seguenti conclusioni: solo due distinte sequenze di spruzzi possono essere identificate sui versanti medio bassi del vulcano a quote inferiori a 150 metri sul livello del mare”. Depositi che vengono attribuiti “a due parossismi, uno nel sedicesimo secolo e l’altro nel 1930. Sebbene i due parossismi siano simili in termini di spessore, dispersione e grandezza del deposito, deduciamo che dinamiche eruttive distintamente differenti hanno guidato le prime fasi delle due eruzioni, come rivelato dai componenti dei depositi e dalla consistenza dei frammenti”.

“A giudicare dalla dispersione dei depositi e dal loro volume stimato, entrambi i parossismi studiati erano di almeno un ordine di grandezza più grandi di qualsiasi parossismo osservato dai sistemi di monitoraggio di Stromboli (ad esempio il 5 aprile 2003)”. Questi grandi parossismi, rileva lo studio, “rappresentano i più potenti eventi vulcanici nel contesto dell’attività recente di Stromboli. La ricorrenza di tale evento costituirebbe una seria minaccia per le persone che vivono e visiteranno l’isola, anche considerando che l’area interessata comprende i vecchi sentieri che portano alla vetta del vulcano, che sono ancora popolari tra gli escursionisti che vogliono osservare l’attività vulcanica da quote più basse”.

L’attività normale di Stromboli “è occasionalmente interrotta da eventi esplosivi improvvisi ed altamente energetici chiamati parossismi stromboliani. Questi fenomeni, insieme agli tsunami generati dalle frane, rappresentano le manifestazioni più pericolose dell’attività vulcanica odierna a Stromboli”. In particolare, rileva lo studio, i parossismi del 5 aprile 2003 e del 15 marzo 2007, “hanno attirato l’attenzione su questi eventi energetici perché hanno minacciato in modo significativo abitanti e turisti”.

L’attività ‘normale’ del vulcano consiste “in esplosioni ritmiche, di breve durata, moderatamente energetiche che espellono frammenti di cenere fino ad altezze di poche centinaia di metri sopra i crateri. Flussi di lava sporadici si verificano sia dai crateri sommitali sia da fratture eruttive all’interno della Sciara del Fuoco, una struttura a forma di ferro di cavallo sul lato nord-ovest del vulcano. L’attività normale di Stromboli è occasionalmente interrotta da eventi esplosivi improvvisi ed altamente energetici chiamati parossismi stromboliani”.
 


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