Tennis, Finals: è Zverev la nuova stella, Djokovic battuto in due set


LONDRA – Dopo un’ora e venti di partita e un passante di rovescio vincente Alexander Zverev si è sdraiato sul cemento della O2 Arena ed è scoppiato a piangere. Ha vinto 6-4 6-3 contro Novak Djokovic le Atp Finals di Londra, l’ultimo torneo della stagione. Per il tedesco, ventuno anni e numero 5 del mondo, è il titolo più importante conquistato in carriera.
Era stanco e stressato Zverev, non ne poteva più. Eppure solo 24 ore prima aveva battuto Roger Federer. Durante tutto il torneo non ha mai smesso di ripeterlo. “Noi tennisti giochiamo troppo, 11 mesi all’anno, in nessun altro sport la stagione dura così a lungo”.

Ha vinto lo stesso, anche con la stanchezza fisiologica che si accumula dopo 72 partite, tra cui tre titoli, 54 vittorie e 18 sconfitte. Da un po’ di mesi il tedesco è allenato da Ivan Lendl, l’ex numero uno al mondo che nel  2013 ha portato l’eterno secondo Andy Murray alla vittoria a Wimbledon. I risultati si notano anche con Sascha: contro Djokovic ha fatto 20 ace e ha vinto l’80 per cento dei punti giocati sulla sua prima di servizio. Ma i miglioramenti si sono visti soprattutto negli scambi lunghi, adesso il ragazzo è capace di resistere, di rimanere in campo. A fine partita, emozionato e con le lacrime agli occhi, è salito sugli spalti ad abbracciare tutti, i suoi genitori che lo seguono ovunque, il preparatore atletico e tutto lo staff. Infine anche Lendl, che gli messo una mano sulla spalla senza sorridere, come al solito. “Mio papà forse smetterà di piangere l’anno prossimo”. Il tennis è sempre stato il sogno di tutta la famiglia, si sta avverando adesso, dopo due anni di speranze, illusioni e promesse mancate. 

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Alexander è figlio d’arte, suo papà ha rappresentato l’Unione Sovietica nella Coppa Davis negli anni Ottanta, ma sperava per i suoi eredi una carriera migliore della sua. Prima le ambizioni di casa Zverev si sono concentrate sul fratello di Alexander, Misha, poi i genitori hanno capito che il migliore dei due era il più piccolo. Avevano ragione. Alexander è il primo tedesco a vincere il Master dai tempi di Becker, 23 anni fa. Dal 2016 è considerata la next best thing del tennis maschile, non ha ancora vinto uno Slam, ma è questione di tempo. “È impossibile giocare così bene e non vincere uno dei quattro titoli più importanti. Arriverà presto”, ha detto un giorno Rafa Nadal in conferenza stampa parlando del tedesco. E poi ha aggiunto “Se le mie previsioni non si avverano vi autorizzo a venire a cercarmi e a dirmi che io di tennis non capisco niente”.

Novak Djokovic dopo questa sconfitta non raggiungerà Roger Federer a quota 6 Masters vinti. Finirà comunque la stagione da numero uno del mondo, ma qualcosa sta cambiando anche in vetta alla classifica, che è la stessa di 10 anni fa, con Djokovic Federer e Nadal nelle prime tre posizioni. Non durerà per sempre. Il serbo, da Wimbledon in poi ha giocato 38 partite e ne ha vinte 35. Ha perso soltanto tre volte, e tutte e tre in finale:  contro Stefanos Tsitsipas, 20 anni, Karen Khachanov, 22 anni, e oggi contro Zverev, 21 anni. Djokovic vince contro tutti, ma non contro il futuro. Il tennis lo ha aspettato a lungo, finalmente sta arrivando.

 


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Mario Calabresi
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