Tennis: Kyrgios e quel servizio “da sotto” che fa imbestialire gli avversari


ROMA – Dov’è il confine tra furbata e genialata? Ieri notte a Miami Nick Kyrgios, il Caravaggio del tennis, pieno di luce ma anche di cupezza, sempre pronto a stupire perché spaventato a morte dalla noia, e sempre fuori dai binari della convenzione, ha “servito” da sotto, ossia colpendo dal basso. Dall’altra parte il serbo Lajovic ha potuto soltanto appurare che l’avversario non soltanto gli aveva giocato un tiro, diciamo così, “sporco”, ma aveva anche fatto punto ed era un punto pesante perché il quasi 24enne australiano di origini greche si è portato a casa il game. A fine partita Lajovic gli ha stretto la mano ma se avesse potuto gliel’avrebbe morsa in più punti. Il gesto di Kyrgios, che nessun vangelo del tennis vieta, ha sollevato le consuete polemiche, come sempre. Servire da sotto, senza la classica coreografia del servizio tradizionale e quindi senza lanciare in alto la pallina, è qualcosa che rimanda ad antichi riti e certamente ad un altro tennis. Ma soprattutto accende il sospetto: ma non sarà una cosa da bulli? Famoso divenne Michael Chang, quando a 17 anni, sfacciato e un po’ rivoluzionario, osò al Roland Garros servire da sotto davanti all’allora n. 1 del mondo Ivan Lendl. Era il 1989. Apriti cielo e spalancatevi porte dell’inferno! Ma la verità è che Chang non ce la faceva più. Né a giocare né a servire (erano al quinto set).

Tuttavia non è così scontato che adottare questa soluzione sia un vero e proprio attacco alla decenza e al fair play. In realtà si insegna ai bambini (perché non hanno ancora la coordinazione e la forza). Ma poi ovviamente si toglie dal programma educativo. Però rimane che non esiste alcuna regola che lo impedisca: “Anzi, se diventa una tattica, ancora meglio”. Cosa succede se uno serve da sotto, mettiamo, una prima palla? Succede che nel 98% dei casi l’avversario è un metro o due metri lontano dalla “baseline”, dalla linea di fondo. La palla che arriva è corta, lenta, senza peso e maledettamente lontana. “Fa parte del gioco”, dicono alcuni, “no questo è circo”, replicano altri. “Geniale”, proseguono i primi, “senza rispetto”, insistono i secondi. Ma certo è che se vedi Nadal posizionarsi in quel modo (davvero lontano) per ricevere il servizio, un po’ di voglia ti viene di fargli lo scherzo. Non è assicurato il punto, comunque rimane un affronto e psicologicamente può destabilizzare chi lo riceve. Proprio contro Nadal Kyrgios ci aveva già provato ad Acapulco e il pubblico gli si era rivoltato contro (antipatia che peraltro non ha impedito a Kyrgios di vincere il torneo e di mandare a quel paese pubblicamente un tifoso che lo insultava). Il cosiddetto “underarm serve” non ha molti estimatori nel circuito, tendente al bacchettone.  “In realtà è assolutamente lecito”, proseguono dall’Atp, assediata dalle proteste del “politically correct”. “In fondo se vale una palla corta, perché non dovrebbe valere un servizio corto e moscio?”.

Già. Nel tennis se rimandi dall’altra parte una palla steccata che prende una traiettoria killer, chi ti dà addosso? Al massimo dicono: che fortuna! Ma Federer dice: “E’ pura tattica, specialmente se c’è un tennista avversario che si appiccica al telone o si mette accanto ai giudici di linea per ricevere. Uno non si dovrebbe mai vergognarsi di provare a servire da sotto. Ovviamente rischia la brutta figura, perché per quanto possa sembrare non è per nulla facile”. Kevin Anderson ha ammesso: “La proverei solo se so di poterlo fare alla perfezione”. Ma è quasi impossibile. Di solito servire da sotto significa colpire con un back di diritto, molto arrotato. Oppure mettere una palla piatta con la racchetta a scodella. Ma quanto sarà il taglio, quanto alta andrà la palla scodellata? Insomma il rischio di fare la brutta figura di cui parla Federer è alta. E se l’altro se ne accorge ha una palla comoda da attaccare. “Ma il vero punto è un altro”, conclude Federer, “è che quando sei lì davanti a diecimila persone l’ultima cosa cui pensi è far credere loro che ha intenzione di fare il furbo…”. Furbo fu spesso il francese Llodra, che provò a servire da sotto proprio contro Federer in Rogers Cup nel 2010: “Volevo fare qualcosa di speciale”. Lo rifece a New York con Murray. C’è qualcosa che non piace, di questo colpo. C’è qualcosa che rimane, nonostante le parole di Federer, insopportabile alla maggioranza. Che non sopporta di dover ricorrere al sistema del furbo. Furbo sì, ma legale.


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