Testosterone Rex, il re è morto – Libri


(di Marzia Apice)
(ANSA) – ROMA, 28 AGO – CORDELIA FINE, TESTOSTERONE REX. MITI
DI SCIENZA, SESSO E SOCIETA’ (La nave di Teseo, pp.334, 20
Euro). Per il bambino ecco pronti supereroi, mostri, macchinine,
armi giocattolo, palloni e abiti dai colori scuri, utili a
favorire “fisicità, competitività, predominio, costruttività”;
per la bambina invece bambole, mini cucine, cosmetici, monili e
vestitini rosa, perché impari presto “l’accudimento e il farsi
bella”: non è forse un lavaggio del cervello a cui siamo
sottoposti fin da piccoli quello sulle presunte preferenze
“innate” in ciascun sesso? Se è vero che molti, moltissimi sono
convinti che per via del sesso biologico e quindi “per natura”
all’uomo piaccia una cosa e alle donne un’altra, è altrettanto
vero che è arrivato il momento di dire basta.
A indicarci la via da seguire è proprio la scienza: lo spiega
benissimo Cordelia Fine nel suo ironico ma serissimo
“Testosterone Rex”, pubblicato in Italia da La nave di Teseo
(con la traduzione di Giuseppe Bernardi). Mescolando come recita
il sottotitolo ‘miti di scienza, sesso e società’, Fine adotta
un linguaggio brillante e spiritoso, ma anche molto tagliente,
per far capire ai lettori una verità incontrovertibile: “il
sesso non ha fissato alcun comportamento come tratto
essenziale”, afferma l’autrice, “anzi, le componenti genetiche e
ormonali del sesso collaborano con altre parti del sistema
evolutivo, comprese le nostre costruzioni di genere”. Siamo
quindi esseri complessi, siamo il prodotto di una inestricabile
rete di fattori, biologici, sociali, culturali, e non esistono
differenze “insormontabili” tra uomini e donne dettate dai
sessi.
Il problema è dunque demolire la teoria che confonde la
sessualità con la riproduzione, e che vede nel testosterone
(definito Rex, secondo un’espressione coniata dall’endocrinologo
Richard Francis che ironizzava sulla possibilità di questo
ormone di determinare il destino degli umani) il responsabile
delle disuguaglianze perpetuate nei secoli tra uomini e donne.
   
Nel volume, densissimo di informazioni scientifiche e citazioni
di pubblicazioni di scienziati ed esperti, l’autrice procede
prima analizzando ciò che ha portato al diffondersi granitico di
queste convinzioni, poi cosa stiamo vivendo adesso fino ad
arrivare alle prospettive per il futuro.
Proprio pensando al domani, Fine indaga le tante e diverse
motivazioni per volere una maggiore uguaglianza tra i sessi, e
lancia al contempo un monito: se davvero vogliamo abbattere le
disuguaglianze, allora basta parlare, è tempo di agire. Solo con
azioni mirate si può davvero cambiare valori, strutture sociali,
stereotipi di genere e credenze che “si intrecciano con la
nostra biologia”. Ormai infatti, scrive, “è ora di smettere di
dare la colpa a Testosterone Rex, perché quel re è morto”.
   




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