The Floating Piers di Christo arriva in sala – Film


(di Daniela Giammusso)
(ANSA) – ROMA, 15 GIU – La sfida, camminare sull’acqua. Il
sogno, trasformare l’intero Lago d’Iseo in un’opera d’arte
contemporanea. Con quelle passerelle galleggianti color arancio
scintillante, nel 2016 è stato l’evento espositivo più visto in
Italia: un milione e mezzo di visitatori in due settimane,
incoronato anche come la più bella opera di Land Art dell’anno.
   
Oggi la storia di The Floating Piers, la spettacolare
installazione dell’artista bulgaro Christo Yavachev arriva al
cinema, dal 16 al 19 giugno, con Christo – Walking On Water,
documentario del regista Andrey Paounov, in sala per I Wonder
Pictures e Unipol Biografilm Collection.
   
Un’avventura, quella del Floating Piers, che in realtà inizia
molto prima del 2016, come racconta il film, già passato al
Festival di Locarno e ora presentato al Biografilm Festival –
International Celebration of Lives di Bologna il 16 giugno. Un
primo progetto era stato infatti concepito da Christo insieme
alla moglie e partner artistica Jeanne-Claude (scomparsa nel
2009) sin dal 1969 per Rio de la Plata in Argentina. Negli anni
insieme i due hanno realizzato monumentali opere lavorando su
monumenti, ponti, elementi naturali e reinterpretando paesaggi e
architetture con immense installazioni come The Wrapped
Reichstag Building a Berlino, The Umbrellas in California e
Giappone, The Wrapped Coast in Australia e The Pont Neuf a
Parigi. E, a 82 primavere, Christo sta lavorando ancora alla
mega Mastaba nel deserto di Abu Dhabi mentre si parla di
“impacchettare” l’Arco di trionfo a Parigi in occasione di una
grande retrospettiva al Centre Pompidou nella primavera 2020.
   
Ma quella prima proposta di un molo gonfiato lungo 2 mila
metri non andò in porto, come la successiva per Tokyo. Fino al
2014, quando Christo arriva in Italia per un sopralluogo. Dopo
una serie di test tra Germania e Mar Nero, nel 2015 si procede
finalmente con la fabbricazione dei vari componenti e a gennaio
2016 i sommozzatori iniziano a installare 240 ancore e 50
contrappesi nel lago d’Iseo. Il tessuto Dahlia giallo viene
portato in elicottero e applicato solo il 15 giugno, tre giorni
prima dell’inaugurazione della passerella lunga 3 chilometri che
per 16 giorni ha permesso a tutti di camminare tranquillamente
sull’acqua.
   
“Ho lavorato su Christo – Walking on Water per 18 mesi,
rimanendo in contatto quotidiano con il protagonista”, racconta
il regista Paounov, che nel film segue questa epica e memorabile
follia, ma anche le complesse trattative a metà fra arte e
politica, le sfide ingegneristiche e forza della natura, tra
vedute a volo d’uccello e riprese in stile fly-on-the-wall. Il
tutto mentre prende forma il sogno di un artista e si svela
l’uomo che lo insegue. “Christo – prosegue – è uno dei
personaggi su cui si possono trovare più informazioni dei nostri
tempi. L’abilità, quindi, non era tanto catturare la sua
immagine, ma scolpirla. La mia conclusione personale è che per
Christo l’arte è un processo, non un risultato finale. The
Floating Piers è la ciliegina sulla torta, ma la vera
eccitazione viene dall’immaginare le possibilità, superare la
burocrazia, domare le forze della natura. Il titolo del film,
Chisto – Walking on Water ha un doppio significato. E’ un
riferimento all’esperienza offerta da The Floating Piers, ma
rappresenta anche il mio obiettivo finale: camminare sulle orme
di Christo e della sua creazione”.
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA


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