Uffizi museo più seguito su Instagram – Teatro


(ANSA) – FIRENZE, 22 NOV – Gli Uffizi sono il museo italiano
più seguito su Instagram: ha raggiunto quota 204.148 follower
(441 in più in media al giorno) e superato il Peggy Guggenheim
Museum di Venezia, fino a ieri primo. Tra i musei statali e di
arte antica in Italia gli Uffizi erano già primi da più di un
anno. Lo rende noto la stessa Galleria. Nel mondo gli Uffizi
sono al 27/o posto. Tra i paesi che seguono di più il museo
fiorentino su Instagram dopo l’Italia ci sono Usa, Spagna,
Brasile e Gb.
   
Su Instagram gli Uffizi al primo posto anche in base al
parametro dell’engagement, e al 13/o posto su scala mondiale,
superando, tra gli altri, Louvre (20/o), Prado (35/o) e
Metropolitan di New York (77/o). Il numero di account unici che
hanno visto un post degli Uffizi in una settimana è di 94.502
con un incremento del 9,3% ogni sette giorni. Tra i post più
apprezzati la Venere di Botticelli (14.213 interazioni), la
Medusa di Caravaggio (10.336), Giuditta e Oloferne di Artemisia
Gentileschi (10.125). A seguire ci sono la Maddalena del
Perugino, il Laocoonte di Baccio Bandinelli, l’Angelo musicante
del Rosso Fiorentino, il Bacco di Caravaggio. Ci sono anche
alcune meno famose come la statua di Teseo ed Elena di Vincenzo
de’ Rossi all’interno della Grotta del Buontalenti (16/o posto)
e l’ottocentesco Odoardo Borrani con l’Estasi di Santa Teresa
(19/o). Tra i brevi video postati la performance di fuochi
d’artificiali diurni al piazzale Michelangelo – anticipo della
mostra Flora Commedia di Cai Guo Quiang, in programma fino al 17
febbraio agli Uffizi – ha avuto quasi 20mila visualizzazioni.
   
“I social network sono uno strumento fondamentale per
promuovere la conoscenza dell’arte e dei beni culturali a
livello planetario – commenta il direttore delle Gallerie Eike
Schmidt – ci stiamo impegnando molto per rafforzare la presenza
delle Gallerie su queste piattaforme digitali, corredando anche
le immagini dei nostri tesori con testi e approfondimenti sia in
italiano che in inglese”.(ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA



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