Ultraleggeri e senza tastiera: come immaginiamo i computer del futuro


LA TECNOLOGIE, anzi, le tecnologie, danno fiducia agli italiani. Le dinamiche e le soluzioni che potranno innescare nei prossimi anni sorpassano di gran lunga la spesso oscura narrazione che ruota intorno ai timori. Questo sostiene uno studio condotto da Nielsen, e commissionato da Intel, sulle innovazioni più dirompenti dei prossimi anni e sull’evoluzione del computer. Un punto di fine 2018 per guardare non solo al 2019 ma spingersi anche oltre, fino a 25 o 50 anni da oggi.
 
Mobilità, medicina, energia, agricoltura: il contributo della tecnologia spazierà in diversi campi cruciali per il futuro del genere umano – e su cui spesso la politica internazionale, basti pensare al fallimento della Cop24 in Polonia, appare latitante – anche se i vantaggi di alcune soluzioni specifiche, come 5G e intelligenza artificiale, risultano ancora poco chiari. L’indagine, realizzata su 1.400 persone in Italia con una forte componente di professionisti (228) parla dunque la lingua dell’ottimismo e affronta anche argomenti più concreti, “di prodotto”, per così dire.
 
Andiamo con ordine e iniziamo dall’impatto del tech nelle sfide cruciali nel giro del prossimo mezzo secolo. Per il 58% degli italiani gli strumenti tecnologici sono importanti per la vita di tutti i giorni. Il 31% ritiene addirittura che non potrebbe farne a meno perché, grazie a quei gadget, vive meglio. Questa positività si riflette anche nelle aspettative verso lo sviluppo futuro della tecnologia, visto con favore dall’86% del campione.
 
Venendo al concreto, i fronti che fanno sognare in modo più vivido sono guida autonoma, intelligenza artificiale e terapie genetiche. Secondo gli italiani, infatti, in queste tre categorie rientrano i prodotti e i servizi più innovativi che saranno utilizzati nella vita di tutti i giorni tra 50 anni, rispettivamente con il 71%, 64% e 62% dei consensi.
 
Allargando lo sguardo alle sfide globali, sono invece gli sviluppi tecnologici nelle energie e nell’ambito medico a essere visti come quelli che contribuiranno di più a migliorare la qualità della vita. L’espansione delle energie rinnovabili è al primo posto con il 69% dei consensi, al secondo di nuovo la medicina genomica per eliminare malattie rare e cancro (67%) e al terzo posto i trapianti di organi con tessuti artificiali (64%). Insomma, se pensano alla tecnologia gli italiani non pensano solo e subito al telefono ma guardano in grande.
 
“La tecnologia avrà un ruolo centrale per risolvere le più grandi sfide del futuro, di questo siamo convinti – commenta Nicola Procaccio, Country lead di Intel Italia – oltre alle innovazioni nel settore dell’energia e della medicina, stiamo lavorando anche a tecnologie che daranno un importante contributo per migliorare la vita delle persone in settori come il trasporto, le smart city, l’industria manifatturiera, ed altri, grazie ad innovazioni tecnologiche come intelligenza artificiale, connettività 5G e realtà virtuale”.
 
In un orizzonte temporale più breve, dunque meno fantascientifico ma più legato ai massimi sviluppi di ciò di cui già disponiamo oggi, il panorama rimane legato in gran parte alla produttività da pc: per il 57% quello strumento sarà in ogni caso il più utilizzato, davanti a soluzioni come il cloud (55%), tecnologie e connessioni 5G (52%), gli onnipresenti smartphone (51%) e l’intelligenza artificiale (50%). A questo proposito, se già oggi poco più della metà dei consumatori spiega di sfruttare dispositivi che utilizzano app basate sull’AI (traduttori linguistici per il 57%, assistenti virtuali come quello di Google o Siri per il 45%, dispostivi ad attivazione vocale per il 36%) fra i professionisti queste percentuali salgono molto.
 
Ma l’Ai potrà dare molto di più – per Sundar Pichai, Ceo di Google, è addirittura il fronte più importante sul quale stia lavorando l’umanità – e “già oggi l’intelligenza artificiale viene impiegata con successo in ambiti molto diversi tra loro, ad esempio nella ricerca sul cancro o nella lotta contro l’estinzione di alcune specie animali, per contrastare le frodi finanziarie o anche, attraverso l’analisi rapida di milioni immagini su Internet, per riconoscere e contrastare gli abusi sui minori”, spiega Procaccio. Solo alcuni esempi di un potenziale davvero dirompente sia a livello aziendale (basti pensare alla gestione di moli di dati enormi e alle decisioni che si potranno assumere più facilmente) che dal punto di vista dei consumatori. “Molti non hanno ancora una consapevolezza piena di tutti i vantaggi e del progresso che questo tipo di tecnologia può portare nelle nostre vite” aggiunge Procaccio. Il che è anche comprensibile, finché l’Ai 2.0, chiamiamola così, non troverà nuovi canali e strumenti per infilarsi nelle vite quotidiane oltre un assistente virtuale.
 
Anche per il 5G c’è molta strada da fare. Il 2019 sarà l’anno dell’iniziale diffusione, con i primi smartphone dotati di modem integrato nel microchip come per collegarsi ai network superveloci, ma i dati mostrano una scarsa consapevolezza da parte dei consumatori dei reali vantaggi e delle potenzialità. È stato infatti chiesto al campione quali cambiamenti pensa che l’introduzione del 5G porterà con sé. Le risposte più votate sono una migliore banda per gli smartphone (popolazione totale 50%, professionisti 54%) e pc in grado di connettersi ovunque (popolazione totale 50%, professionisti 55%).
 
“I consumatori intendono oggi il 5G per lo più come un miglioramento della banda esistente, ma è molto più di questo. Con il 5G, stiamo cambiando il modo in cui la rete è costruita, affinché sia in grado di connettere miliardi di dispositivi e oggetti intelligenti. Questi saranno in grado di comunicare in modo automatico con la rete e tra di loro, svolgendo operazioni complesse in tempo reale e a distanza” spiega il manager Intel, immaginando per esempio macchine da lavoro nei cantieri gestite a distanza o macchine agricole che comunicano tra loro, operazioni chirurgiche da remoto oppure emergenze gestite tramite droni.
 
Tornando al pc, desktop o laptop di cui molti hanno più volte annunciato l’estinzione (per Gartner nell’ultimo trimestre le unità spedite a livello globale sono tornate a crescere anche se anno su anno la situazione è stagnante se non negativa), pare che nella considerazione complessiva manterrà la sua importanza, in particolare sul lato produttivo, cioè per l’impiego di programmi che agevolano l’attività lavorativa (come i software per l’ufficio o di produttività personale). A pensarla così è il 91% degli intervistati, che a fare “cose serie” sullo smartphone ancora non ci si vede, evidentemente. D’altronde l’indagine è pur sempre firmata Intel, leader dei microchip per questo genere di prodotti. L’80% utilizza infatti il pc per sfruttare programmi specifici per il proprio lavoro (ad esempio Autocad o Photoshop o altri) mentre il 70% dichiara di utilizzare un pc per lo studio. Oltre a lavoro e contenuti il “vecchio” computer resta tuttavia molto usato anche per altre funzioni, come leggere e rispondere alle e-mail (88%) o cercare informazioni (76%), nonostante altri device permettano di fare lo stesso.
 
A proposito, in termini di uso, la soglia limite sembra essere sei ore: oltre, si passa nell’uso professionale. Il 56% dei professionisti supera infatti questo limite. Al contrario fra la popolazione generale il 63% non arriva mai a utilizzarlo più di quel monte ore e solo il 20% arriva effettivamente a sfiorare questo limite. Il 24% invece lo utilizza almeno due ore e il 19% tra le due e le quattro ore al giorno.
 
Ma come dovrebbe essere il laptop del futuro? Per le aspettative dei consumatori leggeri e diversi nel formato. Per esempio senza tastiera meccanica, interamente touch (29%), più leggeri e sottili (27%) e modulari, con schede o penne in grado di trasformare qualsiasi schermo in un computer pronto all’uso. “Le opinioni dei consumatori sono interessanti e sono una piccola parte delle prossime possibili evoluzioni del pc – conclude Procaccio – dal nostro punto di vista, i pc del futuro evolveranno in modo da aiutare le persone a realizzare e creare in maniera più veloce, sicura ed efficiente, integrando anche connettività 5G e l’intelligenza artificiale. Le persone già oggi scelgono il pc come strumento fondamentale per lavorare e creare contenuti perché è ormai il dispositivo dove potersi concentrare, il luogo dove poter essere creativi al meglio”.
 
 

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Mario Calabresi
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