Un finto europeo al FMI – Europe – Blog


“Ci vuole un europeo”. La parola d’ordine che si è diffusa tra i governi dell’Unione è questa: per la successione di Strauss-Kahn alla guida del Fondo Monetario Internazionale deve passare un candidato europeo. Ragionamento impeccabile, anche perché in questo momento proprio l’Europa, con diversi Paesi a rischio di bancarotta, è al centro delle preoccupazioni e degli interventi del FMI. Però, quando si va a vedere i possibili candidati, il discorso cambia. Finora sono emersi solo due nomi: quello di Christine Lagarde, algida e competente ministra francese dell’economia, e quello di Gordon Brown, ex mediocre premier laburista britannico ma ottimo ministro delle finanze nei governi di Tony Blair. La candidatura Lagarde, tuttavia, rischia di essere stroncata sul nascere da alcune pendenze giudiziarie della ministra in Francia. E questo lascerebbe Gordon Brown unico e prestigioso concorrente alla poltrona del FMI.
Ora, Brown ha meriti indubbi, ma certo non può essere considerato un candidato “europeo”. Fu proprio lui, da cancelliere dello Scacchiere, a bloccare Blair che pensava di portare la Gran Bretagna nell’euro. E fu sempre Brown, prima come ministro e poi come premier britannico a boicottare tutti i tentativi di dare all’Ue quegli strumenti di governance e integrazione economica che forse avrebbero potuto scongiurare la crisi di due anni fa. L’Europa ha molte personalità economiche di prestigio e competenti. Perché farsi rappresentare da qualcuno che non ha mai creduto nella moneta unica, e che anzi l’ha combattuta con tutti i mezzi?




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