Un giallo romano sul killer delle donne – Libri


(di Maria Emilia Bonaccorso)
(ANSA) – ROMA, 27 MAR – FABIO MAZZEO, “LA SOLITUDINE DEGLI
AMANTI” (CAIRO, 236 PAGINE, PREZZO 15 EURO) – Solo due le
indagini parallele che si sviluppano in una Roma illuminata di
bellezza: quella per scoprire l’identità di un serial killer,
prima che compia nuovi femminicidi, e quella sulla solitudine
dei protagonisti. Il ritmo serrato della prima opera di Fabio
Mazzero, giornalista, per anni a capo di uffici stampa
istituzionali come il Ministero della Salute e l’Agenzia
italiana del farmaco, è la storia di una caccia all’uomo, di un
assassino che gioca con i sentimenti delle vittime.
L’indagine giudiziaria è nelle mani di una donna, un
magistrato dalla netta e lucida professionalità che spicca come
la protagonista – quasi assoluta – di questa storia. Affiancata
dall’ispettore di polizia Andrea Giannini che, colpito dalla
macchina del fango per una presunta relazione con la moglie di
un malavitoso, annega nella musica il dolore per la morte della
donna che gli aveva fatto scoprire l’amore.
E proprio la musica sarà un altro elemento fondamentale
dell’indagine che capitolo dopo capitolo accelera nel ritmo
narrativo.
   
Il magistrato Liliana Cannata, fuori da molti luoghi comuni
sulle donne di potere, vuole arrivare alla verità giudiziaria a
costo di compromettere il proprio equilibro, in una vita che
lascia poco spazio ad altro.
Poche le tracce per risolvere il caso. Tra gli effetti
personali delle donne assassinate vengono ritrovati versi di una
canzone, “L’amante”, di Ivano Fossati.
   
La prima vittima è un’artista cinquantunenne, sposata con uno
degli avvocati più influenti di Roma, viene ritrovato a piazza
delle Muse. Seduta su una poltrona di vimini, sembra contemplare
il panorama incantevole e romantico.
Le tracce da seguire sono poche. Nel suo braccio uno
squarcio, un morso. All’anulare c’è una vera di diamanti, gli
stessi elementi di un omicidio avvenuto diciassette mesi prima,
per il quale ancora non è stato trovato un colpevole.
Tra gli effetti personali e nascosti, delle vittime ci sono
versi scritti con inchiostro verde su foglietti bianchi. Sono
frasi del testo di una canzone di Ivano Fossati: L’amante.
   
Come in ogni giallo che si rispetti la conclusione ha una
forte componente psichiatrica ma anche l’amarezza del richiamo
alla tragica attualità delle donne uccise da chi amano.
   

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