Uto Ughi, la mia musica 60 anni dopo – Musica


(ANSA) – ROMA, 17 MAG – ”Ogni giorno si cambia e non si
suona mai uno stesso pezzo allo stesso modo perché la vita porta
nuove esperienze, positive e negative che arricchiscono e
modificano una persona, così col tempo si acquista più maturità
e consapevolezza anche in un’esecuzione, ma probabilmente si
perde in freschezza”, racconta Uto Ughi, indignato per come la
musica viene dimentica a maltratta in Italia ormai da anni, lui
che esattamente a sessanta anni dal suo debutto quattordicenne,
ma già nome ben noto, all’Istituzione Universitaria dei Concerti
a Roma (2 aprile 1959) vi torna sabato 18 maggio, oramai
violinista considerato tra i maggiori a livello internazionale,
per esibirsi nell’Aula Magna della Sapienza con un programma che
lo vedrà solista e con Michail Lifits, non un semplice
accompagnatore, ma pianista di primo piano, vincitore nel 2011
dell’importante concorso pianistico ‘Ferruccio Busoni’.
   
Ughi apre il concerto con la Ciaccona in sol minore di
Tommaso Antonio Vitali.
   

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