Uva sospeso dalla Figc: adesso chiederà i danni



ROMA – E’ guerra aperta fra la Federcalcio di Gravina e il suo direttore generale, Michele Uva. La Federcalcio ha sospeso stamattina dalla funzione (ma non dallo stipendio) il direttore generale Michele Uva. Al dirigente, in carica dal 2014, è stata consegnata una lettera predisposta dai legali della Figc. “Dobbiamo fare valutazioni sulle posizioni di vertice”, è la posizione che trapela in via Allegri. Gravina è stato eletto lunedì: a Uva non è stata offerta alcuna carica alternativa, in questi giorni. Nemmeno quella di curare i rapporti internazionali (è vicepresidente Uefa sino al 2021). Il dg prima delle elezioni aveva mandato una email all’allora commissario Fabbricini e al candidato unico Gravina dove rimetteva il mandato. La stessa email è stata inviata da Uva nei giorni scorsi a Gravina, dopo la sua elezione. Nessuna risposta, ora questa lettera. Adesso le due parti sono ai ferri corti. La nuova alleanza che ha portato Gravina alla presidenza da tempo aveva deciso di fare a meno di Uva, soprattutto con Sibilia e Nicchi i rapporti erano fortemente compromessi. Uva, che era alla Coni Spa, sempre con la qualifica di direttore generale, era stato portato in Figc da Tavecchio quattro anni fa.

“Se ne occupano gli avvocati”, ci ha detto Uva che ha ancora due anni di contratto con la Figc. Chiederà di sicuro i danni, anche morali, in attesa che questa “sospensione” venga giustificata. “Non posso commentare, ho preso atto e non so dirvi nel dettaglio niente di più. Ne parlerò anche con il presidente Gravina a breve”. Lo ha dichiarato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, in merito alla sospensione di Michele Uva.. “Non mi permetto di dire nulla, non l’ho mai fatto. Durante il suo discorso programmatico (Gravina ndr.) nell’assemblea federale ha esplicitamente detto che vuole modificare lo statuto della Federcalcio e lo deve fare con la convocazione di una Assemblea a carattere straordinario che deve avere i due terzi dei voti a favore. Gravina ha detto che voleva eliminare la figura del direttore generale e trasformare l’attuale segretario federale in segretario generale. Poi sulle scelte delle persone non mi permetto di dire nulla”, ha aggiunto Malagò. “Pur spogliandomi forse di una prerogativa perché l’attuale statuto prevede che il segretario generale deve essere scelto, sentito il presidente del Coni, io non ho nessun interesse. Un presidente deve assolutamente avere l’onore e l’onere di scegliersi la persona con cui lavorare a suo fianco, è sacrosanto. Se Uva può tornare al Coni? E’ in aspettativa, non fatemi dire altro”.
 


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Mario Calabresi
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