‘Vice’, Dick Cheney il potere nell’ombra – Film


(ANSA) ROMA 22 DIC – Il vero potere? Quello che sta nell’ombra, non compare, non si espone. Questa verità tanto decantata, per fare solo un esempio, da Baltasar Gracián ne ‘L’elogio della prudenza’, sta tutta In ‘Vice – L’uomo nell’ombra’, il nuovo biopic del registaAdam McKay in sala dal 3 gennaio con Eagle Pictures e Leone Film Group. Un film, candidato a ben otto Golden Globe, in cui c’è aria di Michael Moore e dei suoi documentari di denuncia, ma questa volta declinati al passato. Cast straordinario – si va da un camaleontico Christian Bale ad Amy Adams, da Steve Carell a Sam Rockwell -, il tutto per raccontare con ritmo e ironia, Dick Cheney, il vice-presidente più potente della storia americana, considerato da molti e a ragione, il “vero numero uno” della Casa Bianca durante l’amministrazione di George W. Bush. In ‘Vice. L’uomo nell’ombra’, che vede di nuovo insieme Balee il regista McKay a due anni dal campione d’incassi ‘La grande scommessa’, tanti poi i sotto temi. Oltre l’ascesa dell’uomo “nell’ombra”, c’è quello della redenzione di chi parte male e quello dell’importanza della donna dietro la fortuna di molti uomini.
    Si parte, attraversando mezzo secolo, con un giovane Cheney ubriaco nel rurale Wyoming fermato nella sua auto dalla polizia (venne arrestato due volte per lo stesso reato). Insomma una partenza da cattivo ragazzo quella del troppo silenzioso Cheney che poi da stagista del Congresso approda, passo dopo passo, alla carica di vice-presidente degli Stati Uniti, ma in realtà co-presidente vista la chiara incapacità del titolare George W.
    Bush (Rockwell) di ricoprire la sua delicata funzione.
    E questo in anni cruciali, quello che vanno dal 2001 al 2009, partendo proprio dall’attacco delle Torri gemelle, la madre di tutte le tragedie americane, che in realtà venne gestita dal solo Cheney.
    Accompagnato da plurimi infarti, il politico responsabile dell’attacco all’Iraq, di Guantanamo con le sue singolari torture, di disinformazione e bugie e di tanti altre operazioni non troppo politicamente corrette ha avuto però sempre dalla sua, come si vede nel film, un amorevole quanto ambiziosa moglie, Lynne (Amy Adams) e un mentore machiavellico e spavaldo come Donald Rumsfeld (Steve Carell).
    “Senza dubbio è stata la natura ambiziosa di Lynne a trasformare Dick – spiega il regista – . Quelli che la conoscevano dicevano che chiunque l’avesse sposata avrebbe fatto molta strada. In caso contrario, Dick sarebbe finito a vivere una vita tranquilla nel Wyoming come i suoi fratelli”.
    Infine sullo straordinario ruolo da Oscar di Bale dice sempre Adam McKay: “Bale voleva sapere tutto su Cheney e assorbire tutto di lui. Ha anche incontrato un nutrizionista per prendere peso in modo salutare. Aveva poi un coach vocale, uno per i movimenti. Tutto ciò che poteva aiutarlo a trasformarsi in Cheney: il modo in cui camminava, il modo in cui parlava e si muoveva. Poi il giorno in cui abbiamo iniziato a girare – conclude il regista – è diventato quel personaggio. Abbiamo pensato che Cheney fosse lì davanti a noi”.(ANSA).
   

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