“Zuckerberg vuole integrare WhatsApp, Instagram e Facebook Messenger”


IL VERO investimento di mr. Zuckerberg? Riunificare la galassia di applicazioni social del gruppo: WhatsApp, Instagram e Facebook Messenger. Un investimento non da poco in termini di sviluppo, per il quale – stando a quanto dichiarato da quattro persone coinvolte nel progetto che hanno chiesto di restare anonime – Facebook ha messo centinaia di ingegneri e sviluppatori al lavoro sulla riconfigurazione delle funzioni di base delle app di comunicazione. A rivelarlo è il New York Times, spiegando che nei piani del fondatore e ceo di Menlo Park le app, pur continuando a funzionare stand-alone (ossia in maniera autonoma), condivideranno però le infrastrutture di messaggistica.

Il primo aspetto che sarà condiviso da tre delle app più utilizzate in tutto il mondo per condividere e inviare messaggi, foto e video è la sicurezza: dovranno tutte adottare la crittografia end-to-end, che WhatsApp già include dal 2016. Questo permetterà a ciascun utente di inviare un messaggio in sicurezza ad altri destinatari che abbiano anche solo un account su una delle app in questione, al momento non “comunicanti” tra loro.

Il progetto che ha l’obiettivo di creare un ecosistema “social” senza pari guarda al 2020 come data entro la quale Facebook potrebbe anche essere in grado di sviluppare – spiega il New York Times – in piena autonomia la distribuzione pubblicitaria, risolvendo così i problemi legati alla cessione a terzi dei dati sensibili degli utenti.

“Serviranno anni per risolvere i problemi”, aveva detto in realtà Zuckerberg ancora nel pieno dello scandalo Cambridge Analytica. In effetti, i mesi seguenti sono stati i più difficili per il social network che ha registrato un progressivo calo degli utenti, pur riuscendo però a mantenere il primato con oltre 2,2 miliardi di utenti attivi al mese 1,4 miliardi al giorno (2018). Adesso, per riuscire a mantenere saldo il timone, Zuck ha promesso che farà di tutto per migliorare le tecnologie messe a disposizione degli utenti, girando in lungo e in largo per gli Stati Uniti e interpellando gli esperti in discussioni pubbliche, a caccia di consensi.

Il piano di integrazione non è indolore, però. Le voci “interne” raccontano infatti che sarebbe stato accolto da non pochi malumori. La strategia non fa che confermare che, al di là delle pubbliche ammissioni, è arrivata l’ora di consolidare l’armata di Menlo Park “inglobando” a conti fatti le due app una tempo indipendenti e che Facebook ha dapprima acquisito e poi visto crescere senza particolari impedimenti. Se non qualche scossa o attrito, come dimostra la fuoriuscita dei fondatori di Instagram (acquisita nel 2012) Kevin Sistrom e Mike Krieger quando forse già si annusava l’aria di un accorpamento che avrebbe lasciato ben poco spazio all’autogestione. Lo confermano oggi le voci raccolte dal Nyt, secondo cui Zuckerberg allora aveva già cominciato la campagna di reclutamento dei dipendenti nell’ottica di sviluppare le infrastrutture che faranno dei suoi tre gioielli (con i loro miliardi di utenti) un unico ecosistema dal quale, a quel punto sarà difficile uscire.


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Mario Calabresi
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